I possibili rischi e le complicanze che si possono verificare con maggiore frequenza sono le seguenti:

 

  1. danneggiamento dei vasi attraverso i quali sono introdotti i cateteri (ematoma, tromboflebite, trombosi venosa profonda, fistola artero-venosa, dissezione arteriosa). Queste complicanze sono di solito curabili con terapia medica e riposo a letto e solo raramente richiedono trasfusioni o interventi chirurgici;

 

  1. danneggiamento del polmone (pneumotorace) che si verifica durante la puntura della vena succlavia e che talvolta richiede l’applicazione di un tubino di drenaggio;

 

  1. embolie periferiche dovute alla mobilizzazione di piccoli trombi che possono causare disturbi della circolazione a vari livelli (arti inferiori, rene, cervello).

 

 

Le complicanze cardiache si verificano molto raramente e sono rappresentate da:

 

  1. versamento pericardico che generalmente si risolve in breve tempo e con terapia medica; un versamento di notevole entità determinato da una perforazione delle pareti cardiache può causare conseguenze più gravi (tamponamento cardiaco, morte) e può richiedere un intervento chirurgico;

 

  1. bradicardia dovuta a danneggiamento del nodo del seno o del nodo atrio-ventricolare (blocco a-v); se persistente e di grave entità necessita di un impianto di pacemaker definitivo;