I portatori di ICD, hanno un rischio di “inabilità temporanea alla guida” determinato dalla potenziale occorrenza di aritmie ventricolari che possono causare sincope, con il pericolo di gravi incidenti stradali.

In Italia la legislazione per il rilascio/rinnovo della patente nei portatori di ICD varia non solo da regione a regione ma anche da provincia a provincia e, nonostante le innumerevoli richieste delle associazioni dei pazienti, a tutt’oggi non è stata ancora recepita una normativa omogenea a livello nazionale.

L’idoneità alla guida viene rilasciata dalla commissione medica locale che attualmente fa riferimento al DPR 495/92 che, specificamente per le patologie cardiovascolari, dichiara: “la patente di guida non deve essere rilasciata nè confermata ai candidati o conducenti colpiti da un’ affezione cardiovascolare ritenuta incompatibile con la sicurezza della guida. Nei casi dubbi, ovvero quando trattasi di affezioni cardiovascolari corrette da apposite protesi, il giudizio di idoneità viene espresso dalla commissione medico locale che può avvalersi della consulenza di uno specialista appartenente alle strutture pubbliche”. Questa legge purtroppo viene interpretata da ciascun presidente delle diverse commissioni in base alla propria professionalità e sensibilità e le commissioni si sono date delle proprie direttive.

In ogni caso le attuali normative sono sicuramente più restrittive rispetto ai consigli delle Linee guida delle società scientifiche nazionali ed internazionali.

Queste infatti basano il loro presupposto sulla bassissima percentuale di incidenti nei pazienti portatori di ICD, inferiore a quella di alcuni sottogruppi della popolazione generale particolarmente a rischio, come giovani e anziani.

Tutte le Società Scientifiche concordano nel considerare sufficiente un periodo di astensione dalla guida di 3-6 mesi dopo intervento del dispositivo e di un periodo più breve dopo l’impianto. La valutazione della frazione di eiezione non è mai utilizzata come criterio per decidere il rilascio/rinnovo della patente. Purtroppo tali consigli non sono in alcun modo presi in considerazione dalle commissioni mediche locali e spesso le commissioni negano l’idoneità per una FE inferiore al 30-35 % giustificando che è la legge che lo esige: questa è una falsa informazione poichè non vi è alcuna norma che impone questo limite. Nella relazione del cardiologo deve essere specificato lo stato di compenso, l’unico parametro appropriato per la valutazione dell’idoneità alla guida.

Generalmente in Italia dopo l’impianto la conferma della patente viene data trascorsi 6 mesi senza eventi aritmici gravi (tachicardia e fibrillazione ventricolare), che abbiano comportato l’ intervento del defibrillatore. In caso di shock sono richiesti ulteriori 6 mesi di osservazione.
Ciò può essere dimostrato tramite il controllo dell’ ICD e deve essere attestato dal referto della visita cardiologica. Il permesso ha durata annuale e deve essere rinnovato. Sono considerati non idonei in modo permanente i pazienti con interventi reiterati del dispositivo ed i pazienti con patente di tipo commerciale.

L’ astensione dalla guida non deve peraltro essere sentita come una “vessazione” ma come una precauzione opportuna prima di tutto nei confronti del paziente, che deve essere tutelato per i rischi che corre qualora una aritmia grave si verificasse durante la guida con conseguenze per eventuali passeggeri o per altre persone coinvolte nell’incidente.

Non deve essere infine sottovalutato il fatto che, nonostante non esistano disposizioni che impongano al medico o al paziente la notifica dell’avvenuto impianto, l’ assicurazione negherebbe la sua tutela, qualora la guida avvenisse senza essere stati riconosciuti idonei o a seguito di una idoneità ottenuta nascondendo l’ esistenza di una problematica aritmica o di essere portatori di ICD. Bisogna sottolineare che spesso il contratto di assicurazione vincola l’assicurato a segnalare alla compagnia ogni variazione dello stato di salute che possa influenzare l’ idoneità alla guida.

Per quanto riguarda infine le cinture di sicurezza, in sporadici casi di pazienti molto magri in cui il medico ravvisi un pericolo di danneggiamento o di decubito del dispositivo derivato dallo strofinamento della cintura sopra la tasca, può essere certificato l’esonero dalla stessa valido solo qualora però il paziente sia seduto dal lato conducente se il dispositivo è alloggiato in regione sottoclaveare sinistra poiché altrimenti la cintura si viene a trovare posizionata controlateralmente al dispositivo.