L’impianto di questi dispositivi è sicuramente piu complesso di un impianto standard e deve essere eseguito da cardiologi esperti.

Oltre a presentare le possibili complicanze di un impianto di pacemaker/defibrillatore (vedi le sezioni dedicate), l’inserimento dell’elettrocatere all’interno del seno coronarico può comportare un aumento del rischio di versamento pericardico rispetto

all’ impianto di un pacemaker con uno/due elettrocateteri. Questo è dovuto principalmente ad una possibile lesione delle vene che affluiscono al seno coronarico (incidenza 2-6%). Il rischio di versamento pericardico significativo rimane comunque < 1%. Se effettuato in Centri ad alto volume, l’impianto ha successo in quasi la totalità dei casi e le complicanze legate al posizionamento del catetere aggiuntivo sono rare. Va però sottolineato che un dislocamento del catetere nel seno coronarico è più frequente rispetto agli altri e può necessitare di un re-intervento. Lo sposizionamento dell’elettrocatetere si può manifestare con una riduzione del benessere del paziente (che percepisce un cambiamento del suo stato di salute, un aumento dell’affanno etc.), o può evidenziarsi con un elettrocardiogramma o con il controllo strumentale del dispositivo. Talvolta si manifesta con un fastidioso singhiozzo in quanto lo spostamento dell’ elettrocatetere può accidentalmente causare stimolazione e irritazione del nervo frenico o con la percezione del battito ventricolare all’addome (stimolazione diaframmatica). In tali circostanze è opportuno recarsi a controllo presso il proprio Centro di riferimento.