Un paziente portatore di un PM o di un ICD può presentare una cardiopatia, ma può anche essere portatore di un PM/ICD per un disturbo elettrico isolato o per una prevenzione di un’aritmia pericolosa senza presentare una cardiopatia associata. Ovviamente è importante essere a conoscenza della storia clinica del paziente così come dell’indicazione che ha portato all’impianto del dispositivo. E’ sempre utile ricordare che il PM ha lo scopo di stimolare il cuore ad una frequenza programmata in genere compresa tra 60 e 70 che può anche scendere sotto questi valori se sono accese funzioni di isteresi atte a favorire il ritmo spontaneo; il PM tuttavia non controlla eventuali aritmie sopraventricolari o ventricolari che possono condurre il cuore a frequenze elevate. Ad esempio, non infrequentemente il paziente presenta una fibrillazione atriale che può determinare un ritmo rapido ed irregolare, causa di sintomi: questo in alcun modo implica che il PM non funzioni o non sia efficace. Discorso analogo per pazienti con diagnosi di sincope vasovagale con importante componente cardioinibitoria, una condizione clinica per lo più benigna ma difficile da trattare ed in cui il PM può a volte non bastare o avere solo efficacia parziale.

In linea di massima sintomi cardiovascolari in pazienti portatori di PM/ICD devono essere gestiti in ambiente ospedaliero da cardiologici esperti in elettrostimolazione.

Il medico non cardiologo che gestisce un paziente con un pacemaker o un defibrillatore dovrebbe tuttavia conoscere le eventuali precauzioni necessarie per procedure mediche e per procedure diagnostiche cardiologiche in questi pazienti, così come le indicazioni alla profilassi antibiotica e le complicanze specifiche, in particolare quelle cliniche quali l’infezione del device che può talvolta essere subdola e presentarsi con una febbricola recidiva al trattamento antibiotico e la trombosi venosa dell’arto superiore omolaterale all’impianto che può manifestarsi con un edema dell’arto a distanza più o meno lunga dall’impianto. Non sottovalutare inoltre che questi pazienti spesso assumono farmaci cardiovascolari che possono interferire con altri farmaci e di cui pertanto bisogna considerare eventuali interazioni.

Non esistono restrizioni dietetiche legate ai dispositivi se non quelle per eventuali farmaci o cardiopatie sottostanti.

Altre informazioni utili sono contenute in altre sezioni dedicate al paziente portatore di device