Se non esiste una controindicazione per una cardiopatia associata, la condizione di portatore di pacemaker di per sè non rappresenta controindicazione alla guida. Infatti l’impianto del dispositivo dovrebbe risolvere definitivamente la problematica aritmica sottostante, per cui l’idoneità alla guida dipende esclusivamente dal corretto funzionamento del pacemaker. Il rischio di disfunzione del PM/elettrocateteri è estremamente basso (inferiore all’1% l’anno). Fanno eccezione i pazienti con sincope neuromediata in cui risulta necessario un periodo di valutazione clinica prolungato per valutare l’efficacia clinica del PM e l’assenza di episodi sincopali.

Dopo l’impianto è consigliato un periodo di 10-15 gg di astensione dalla guida poichè questi sono i giorni più a rischio di complicanze e anche per la limitazione funzionale determinata dall’intervento. Dopo tale periodo, che coincide generalmente con il primo controllo strumentale, è possibile riprendere la guida salvo diversa indicazione del cardiologo.

In caso di rinnovo, il giudizio di idoneità alla guida viene rilasciato dalla commissione medica competente, che baserà tale giudizio sulla condizione clinica del paziente, tenendo conto della presenza di patologie cardiovascolari che abbiano incidenza sulla sicurezza nella guida ed avvalendosi eventualmente della consulenza di un cardiologo di una struttura pubblica.

Il permesso ha durata annuale e deve essere rinnovato.

Per quanto riguarda infine le cinture di sicurezza, in sporadici casi di pazienti molto magri in cui il medico ravvisi un pericolo di danneggiamento o di decubito del dispositivo derivante dallo strofinamento della cintura sopra la tasca, può essere certificato l’esonero dalla stessa, valido solo qualora il paziente sia seduto dal lato conducente se il dispositivo è alloggiato in regione sottoclaveare sinistra, poiché altrimenti la cintura si viene a trovare posizionata controlateralmente al dispositivo.