I portatori di pacemaker devono sottoporsi regolarmente sia a controlli del dispositivo, sia a controlli di tipo clinico.

E’ molto importante comprendere che il solo controllo del dispositivo NON costituisce e NON sostituisce una visita clinica, che è opportuno eseguire secondo le indicazioni del cardiologo curante.

Il controllo del dispositivo risponde a molteplici finalità:

– verifica della capacità residua della batteria per pianificare    correttamente la sostituzione del generatore;

– verifica dell’integrità e del funzionamento del sistema;   minimizzazione del consumo della batteria, per aumentarne la durata e ridurre i rischi connessi alla sostituzione del dispositivo;

– controllo del ritmo del paziente e di altri parametri clinici, in particolare la presenza di episodi aritmici memorizzati dal dispositivo, che forniscono informazioni utili a guidare le decisioni cliniche e terapeutiche.

Normalmente i controlli del pacemaker si eseguono ogni anno, salvo diversa indicazione del Centro di riferimento per specifiche condizioni (ad esempio all’avvicinarsi della scarica della batteria i controlli vengono ravvicinati).

 

La gestione “remota” dei PM, cioè basata sulla trasmissione dei dati tramite rete telefonica/internet, sta cambiando significativamente la modalità di controllo dei pacemaker. Infatti la possibilità di ricevere a distanza i dati del dispositivo permette di analizzare le informazioni ritenute utili e può, in alcuni casi, rendere superflua la presenza fisica del soggetto in ospedale. Inoltre, anomalie del sistema possono essere verificate e gestite in tempi più rapidi.