L’impatto psicologico dell’impianto di un dispositivo cardiaco è sicuramente importante poichè si tratta di una terapia definitiva e pertanto ricadute psicologiche sono assolutamente normali; sintomi di ansia e di depressione sono osservabili molto comunemente. Essi rappresentano infatti le reazioni a questa situazione stressante, ed esprimono la incertezza per il futuro. La percezione di una malattia cronica (la malattia cardiaca o il disordine del ritmo) e la presenza del dispositivo impiantato possono alterare e rompere precedenti equilibri organici, psicologici e sociali: ciò determina una sensazione di progressiva perdita di salute e integrità, che può indurre nel paziente l’idea di diversità e solitudine. 􏰀La malattia􏰀cronica si può curare ma non può guarire, è silenziosamente progressiva , ha evoluzione incerta e può dipendere dallo stile di vita. Inoltre la terapia rappresenta un legame quotidiano per tutta la vita, spesso è complessa e invasiva, ha effetti collaterali 􏰀ed􏰀interferisce con la vita sociale.

Gli interventi psicologici devono mirare a stabilire una accettazione dell’evento e della malattia come mezzo per recuperare una vita pienamente soddisfacente e felice. Il paziente deve quindi imparare a vivere con la propria malattia e con il dispositivo impiantato.

Il primo concetto da tenere presente è che non esistono limitazioni fisiche imposte dal dispositivo: a parte la fase iniziale postoperatoria si potrà tornare a una attività normale seguendo i consigli del medico. 
La ripresa del lavoro non pone problemi tranne casi specifici (coloro che svolgono lavori fisici molto pesanti o chi è esposto a forti campi elettromagnetici) in cui tale aspetto deve essere valutato con attenzione. E’ importante anche riprendere prima possibile le attività ludiche e sociali precedenti all’ intervento.

E’ altrettanto fondamentale fare al medico ed al suo staff tutte le domande per ottenere chiarimenti ed informazioni in grado di rasserenarvi: spesso i dubbi e le emozioni più pressanti possono trovare semplici risposte dopo adeguate spiegazioni da personale competente.

Non esitare, in presenza di ansia e depressione, a chiedere aiuto; se non ritenete l’ambiente medico adeguato, considerate che spesso le associazioni dei pazienti e dei gruppi di sostegno

riescono a produrre i risultati migliori. Infatti può essere utile il contatto con altre persone che abbiano già avuto simili esperienze.