La fibrillazione atriale è la causa di circa il 20% di tutti gli eventi ischemici cerebrali. La maggior parte degli eventi ischemici cerebrali che si associano alla fibrillazione atriale, come dimostrato da studi autoptici ed ecocardiografici, sono dovuti a tromboembolia  a partenza dall’auricola sinistra.

L’efficacia della terapia anticoagulante cronica per prevenire gli attacchi ischemici in pazienti con fibrillazione atriale è stata ben documentata; tuttavia la terapia cronica anticoagulante orale con warfarin non può essere utilizzata in tutti i pazienti in cui è indicata per diversi motivi (stretto range terapeutico con necessità di una frequente monitorizzazione delle sue concentrazioni ematiche, il che si traduce in una pessima qualità di vita per i pazienti, importanti interazioni farmacologiche, aumento del rischio emorragico specialmente nella popolazione anziana).

L’occlusione percutanea dell’auricola sinistra è una tecnica sviluppata negli ultimi anni che rappresenta una prospettiva interessante per la prevenzione tromboembolica nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare. Tale tecnica rispetto alla chiusura chirurgica tradizionale, ha il vantaggio di essere meno invasiva e di ridurre i tempi di recupero post-intervento e i potenziali rischi emorragici.

Tale procedura avviene introducendo occlusori meccanici per via venosa, facendoli passare attraverso il setto interatriale (tramite puntura transettale) e andando quindi a occludere l’auricola di sinistra. I pazienti indirizzati a questo tipo di procedura vengono valutati tramite ecocardiografia per eseguire precise misurazioni della grandezza dell’auricola (in modo tale da guidare la scelta del miglior device da utilizzare per l’occlusione) e vengono pretrattati (a partire da 48 ore prima della procedura) con farmaci antiaggreganti (acido acetilsalicilico e clopidogrel). Durante l’intervento, in considerazione del fatto che la maggior parte delle manovre avviene all’interno delle sezioni di sinistra del cuore, viene mantenuto un adeguato regime di scoagulazione con eparina endovena. Terminata la procedura, tutti i pazienti (salvo controindicazioni specifiche) vengono mantenuti in terapia cronica con acido acetilsalicilico. Il successivo follow-up avviene con esami ecocardiografici periodici.
La procedura si esegue in sedazione profonda e generalmente dura diverse ore.

I dispositivi in commercio sono PLAATO, Watchman, Amplatzer Cardiac Plug, Transcatheter Patch e LARIAT.

Attualmente solo il Lariat ed il Watchman hanno ricevuto l’approvazione dall’ente regolatorio americano FDA e la Società Europea di Cardiologia non dà un’indicazione precisa alla chiusura dell’auricola sinistra nelle linee guida sul trattamento della FA, ma suggerisce che “… pazienti con controindicazioni alla terapia anticoagulante cronica potrebbero essere candidati alla chiusura dell’auricola sinistra …”.

Ad oggi questa procedura viene effettuata solo nei pazienti con FA non valvolare e non nei pazienti con FA valvolare, nei quali una percentuale significativa dei trombi non origina dall’auricola.

La procedura è gravata da una significativa percentuale di eventi avversi (5-10%), tra cui il tamponamento cardiaco, le embolie gassose e la frattura del sistema di rilascio del dispositivo richiedente la rimozione chirurgica.

Il loro impianto deve essere eseguito in Centri con elevata esperienza e riservato a pazienti selezionati ad alto rischio tromboembolico con controindicazioni assolute all’utilizzo della terapia anticoagulante orale a lungo termine o che hanno presentato eventi tromboembolici in corso di adeguata profilassi con TAO.